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Inconfondibile…. Con la sua postura e le sue zampette, la sua testa triangolare, i suoi grandi occhi.
Ah, per me la mantide religiosa è proprio un bellissimo insetto, difficile da trovare, nascosto nella vegetazione, immobile in attesa della sua preda. La sua postura ricorda quella di una preghiera, ma, controsenso, è ben noto anche il suo cannibalismo post-nuziale. Vi siete mai chiesti quante cose in natura “sono” strane? A volte inorridiamo quando alcune di queste curiosità ci giungono per la prima volta all’orecchio, ma se ci pensiamo bene le leggi naturali non sono crudeli o strane, tutt’altro: ci sono invece degli equilibri che dovrebbero venir rispettati ma sappiamo che molto spesso, purtroppo, non è così.
Questa piccolissima mantide l’ho fotografata nel “mio” Carso triestino, proprio mentre i miei pensieri inseguivano fili logici e illogici sulla vita. Osservavo la luce che attraversava una Asparagus acutifolius, asparagina selvatica, cercando chissà cosa, forse niente e… poi ho visto questo esserino piccolissimo… stentavo a crederci: una piccola mantis stava percorrendo un sentiero molto spinoso. Mi son detta che se lei così piccola riesce a superare spine così grandi, anche tutti noi possiamo superare certi ostacoli che ci sembrano insuperabili.
Dalla natura, sempre tanta saggezza.
All’imbrunire, nel Carso, quando la luce se ne sta andando, prima di tutto li senti. E’ un volo goffo, rumoroso, la prima volta che li vidi quasi mi spaventai. Ora li adoro, ne sono affascinata e ogni volta che li vedo, mi fermo a guardarli, quanto sono belli!
Il cervo volante è uno dei più grossi coleotteri in Europa, il suo nome deriva dalle sue caratteristiche mandibole molto sviluppate che ricordano appunto le corna di un cervo. Come si può vedere in questa foto, queste mandibole sono utilizzate per i combattimenti durante il periodo riproduttivo, il maschio in realtà non è così pericoloso come si può pensare, i suoi muscoli non sono in grado di muovere con tanta forza queste grosse protuberanze…che alla fine servono “solo” per sollevare il nemico e fargli fare un volo giù dall’albero. La femmina invece le ha più piccole, lei sì che riesce a pizzicare con più forza e questo le serve anche per scavare i tunnel nei quali poi deporrà le uova.
Quello che mi affascina di questi animali è, oltre al loro volo e la loro estetica, il ciclo riproduttivo e il loro sviluppo, molto lungo, dai 3 ai 5 anni.
E’ una specie tutelata dalla Convenzione di Berna, minacciati purtroppo dalla sparizione del loro habitat, costituito da boschi di latifoglie con alberi vecchi e morenti.
Come al solito, l’uomo, al centro dell’universo, pensa di sapere tutto e che tutto sia a sua unica disposizione; ha pensato in passato che un po’ di pulizia nel bosco era la cosa giusta da farsi. Con certi atteggiamenti e molta ignoranza si possono arrecare grossi danni alle specie viventi soprattutto a quelle che hanno un ciclo vitale così lungo.
Per favore, combattiamo anche noi, per difendere il nostro Pianeta.
Nella Gallery, altre immagini del piccolo mondo degli invertebrati.
Il fenomeno dell’enrosadira al Cimon della Pala, quando al tramonto la sua cima si colora intensamente prima di rosso e poi, al variare della luce, si stinge e diventa rosato .
Una delle tante meraviglie delle nostre montagne.
Quanti bei ricordi dietro questa foto ..
Estate 2013, una giornata trascorsa in montagna, aspettando la luce calda del tramonto .
Le Alpi Giulie e il monte Lussari ripreso dal Mangart, Slovenia .
Quando l’estate era Estate e faceva caldo fino al tramonto …
cristiana_damiano
